Bisogni

Una casa con spazio per tutti, un giardino degno di questo nome e una stanza dove cucire.

Luoghi di silenzio e solitudine a poca distanza da casa, raggiungibili senza usare l’auto.

Un lavoro che, quando la giornata è finita, mi dia la soddisfazione di aver fatto, aver fatto tanto e aver fatto bene.

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I’m broken

Sono rotta, spezzata.

Me ne sono resa conto vedendomi negli occhi di un collega francese con cui ho lavorato molto due anni fa, sia a distanza sia, per qualche giorno, stando nello stesso ufficio, un collega che non ha mai nascosto la sua stima nei miei confronti.

Ho visto la persona che ero e che non sono più, da quella corsa in ambulanza quasi due anni fa, da quando questo lavoro mi ha portato via l’entusiasmo, la voglia di dare il massimo e di imparare, e anche qualcosa in più.

Per quanto chi mi vuol bene mi dica di non crucciarmi, di non addossarmi la colpa, non posso non pensare di aver lasciato che lo stress mi portasse via qualcosa di incommensurabilmente prezioso.

Qualcuno di incommensurabilmente prezioso.

Qualcuno che oggi avrebbe circa un anno.

Io che mi sono sempre rialzata mi rendo ora conto di essere irreparabilmente spezzata.

What didn’t kill me just made me tougher

Per mia madre, io sono la figlia forte, che se la cava sempre. 

Questo si è tradotto in pratica in un trattamento non troppo delicato, fatto di aperte critiche a come sono e a ciò che faccio, di scelte imposte (come quella di trovarmi un lavoro qualsiasi per pagarmi un affitto, essendomi stato imposto di andarmene di casa a metà della stesura della tesi), di velato sfruttamento. Oddio, neanche tanto velato.

Da un certo punto di vista mia madre aveva ragione, c’è in me un nucleo resistente, che vuole sopravvivere ad ogni costo e che si è manifestato la prima volta quando, a due anni, ho superato un ricovero per epatite e broncopolmonite allo stesso tempo, mantenendo il sorriso e la curiosità. 

Dall’altro lato, questa forza mi è stata imposta, richiesta, è stata data per scontata da lei per prima. Ogni mio sfogo, ogni scoppio di rabbia, gli anni della depressione, tutto è stato rintuzzato più o meno delicatamente, più o meno esplicitamente, perché io imparassi a controllarlo.

E io sono un’allieva diligente, ho imparato.

Quando ero incinta della bimba che sorride, durante il corso preparto, le ostetriche hanno intuito che la mia prima maternità non fosse stata semplice e gioiosa come in genere ci si aspetta. Dopo aver saputo com’era andata mi hanno detto che se volevo evitare un altro cesareo dovevo rilassarmi e non cercare di controllare tutto.

Ci sono quasi riuscita.

È stato quello il momento in cui mi sono resa conto di quanto la necessità di essere forte mi avesse tolto, a livello personale e di possibilità. E non solo. Tutti, in famiglia e sul lavoro, si aspettano da me che sia razionale e calma anche quando internamente sto crollando. 

E io sto crollando.

In breve_79

Sprofondando nella consapevolezza che un anno fa c’eri e non lo sapevamo, ma presto avremmo saputo di te e non ci saresti stat* più. 

In breve_77

La bimba che sorride tornando a casa comincia a dire di andare a prendere sua sorella. E lo ripete più volte, con voce sempre più vicina al pianto, fino a piangere: 

“Prendi! Prendi! Prendi!”

Lo stesso pianto del mio cuore ogni giorno in cui la piccola sapiente non è con me.

Grida e silenzio

Discendo, per parte di padre, da montanari cresciuti alle pendici del Moncenisio, dove se alzi gli occhi sembra che le montagne debbano caderti addosso. Fisicamente somiglio a loro, nel viso e nel corpo.

Sono cresciuta in un luogo dove per stare soli, per trovare il silenzio, bastava fare pochi passi fuori di casa, imboccare un qualsiasi sentiero o una stradina secondaria, e le altre persone sembravano lontane nello spazio e nel tempo.

In montagna si grida per chiamarsi, perché da qui a lì riusciamo a vederci ma magari c’è da scendere e da risalire e allora ci si mette tanto. Si grida perché c’è spazio, e non c’è nessuno a cui dar fastidio.

In breve_76

Oggi tutto il giorno ho pensato a te, e a come non perdere anche le tue sorelle.

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