Neve apparente (vero gelo)

Il modo è gelato, gli alberi e i prati ricoperti di brina trasformatasi in ghiaccio, perchè con la nebbia la brina non ha la possibilità di sciogliersi. Sembra che abbia nevicato, e il cielo bianco, per me che son cresciuta in montagna, fa pensare che debba nevicare nuovamente. E’ bello e poetico. E infinitamente triste.
Come me.
Certe mattine è particolarmente difficile prendermi cura di me stessa. Faccio la doccia, asciugo i capelli, spalmo creme idratanti su corpo e viso, poi mi fermo a pensare che a nessuno importa se la mia pelle è liscia e i miei capelli morbidi. Se è vero che non puoi amare gli altri quando non ami te stesso, è altrettanto vero che a volte è difficile volersi ancora bene e non lasciarsi andare.
Una parte di me fluttua in questa nebbia, desiderosa di perdersi per sempre, perchè essere qui ogni giorno sembra diventare impossibile.

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Ma che ve lo dico a fare?!?

Lo ammetto, ho lavorato per più di due anni in un call center.
Ammetto anche di essere disoccupata e di avere una certa necessità di trovare un lavoro.
Vorrei però capire perchè tutte le agenzie interinali e le società di selezione cui mando il mio curriculum, dopo un colloquio preliminare o una lettera di presentazione nei quali spiego che tipo di lavoro vorrei fare, specificando che aspiro a mansioni più qualificate di quelle da me già svolte, e chiarisco che ho dei limiti ben definiti di orario, mi chiamano poi per propormi attività di telemarketing o teleselling, in luoghi lontani da casa e con orari non compatibili con le mie esigenze, ignorando tanto le mie esperienze lavorative degli ultimi due anni quanto ciò che ho detto loro.
E’ scoraggiante, perchè sembra che se a 30 anni non hai già una carriera avviata non ci sia ormai più nessuna speranza, ed è offensivo, perchè un’offerta così palesemente non in linea con le esigenze e le aspirazioni di una persona significa che colloqui e lettere di presentazione vengono semplicemente ignorati; inoltre, lascia molte perplessità sulle capacità di chi fa le selezioni e la reale efficacia di questi intermediari.

Conforto inatteso

L'abbraccio di cui avevo bisogno è arrivato, da una direzione inaspettata.
Insieme al conforto è arrivata la sensazione che, nonostante la recente e passata esperienza, dare fiducia agli altri e non mostrarsi sempre corazzati potrebbe davvero essere una soluzione.

Giornataccia (per non dir di peggio)

Ci sono quelle giornate che vorresti finissero molto, molto presto, perchè si accumulano così tante cose brutte che non sai se reggerai.
Questa è stata una di quelle, e dire che non era partita poi tanto male, la nebbia pareva essersene andata, si vedeva il cielo azzurro e andando al mercato ero quasi allegra.
Poi tutto è andato a rotoli e mi son sentita mancare il fiato.
A mezzogiorno di oggi è morta mia zia, la terza in sei mesi, e non ho nemmeno avuto il tempo di dare ascolto a ciò che provo di fronte a questa notizia, attesa ma arrivata prima del previsto, perchè altri problemi hanno preteso la mia immediata attenzione e tutta la mia capacità di rimanere calma.

Vite (convergenze e divergenze)

C'è la nebbia. Non mi ci abituo. Non ci si abitua il mio corpo, dolorante da giorni. Manca la luce e mi sento scivolare verso il letargo.

Torno a vecchie abitudini musicali. Quelle di tre anni fa, o giù di lì, quelle di quando ho aperto un blog, per una specie di auto-terapia che continua ancora oggi.

La mia vita precedente.
Quella in cui vivevo sola con quattro soldi, e camminare per chilometri era il mio principale passatempo (anche per ovvi motivi economici). Quella in cui cercavo uno scopo.

La vita attuale non le somiglia per la mancanza di uno scopo, di un amore assoluto. Tuttavia, rimangono la precarietà e il fallimento.
Perchè il passaggio non è stato indolore e colmo di gioia.
Perchè l'ultimo trasloco è nato da un amore che non era, non è e non sarà ricambiato.
Ma io l'ho saputo dopo.

Spero di avere presto i mezzi per ricominciare, con la consapevolezza che la mamma della piccola sapiente, pur non sottovalutando l'aiuto che le è venuto da amici, parenti e conoscenti, ha finalmente imparato a trovare il conforto in se stessa.

Un anno tremendo

Lei è stata maestra per più di 30 anni in un paesino dove è ricordata con affetto e un po' di timore da generazioni di allievi. Trasferitasi per lavoro, ha trovato un marito bello e buono, col quale ha condiviso il fardello di una vita di lavoro e di un figlio handicappato.

Lui è stato prima farmacista, poi tabaccaio, e probabilmente questa era la sua vera vocazione, visto quanto ha sempre fumato; accanto alle sigarette, moto di tutti i tipi. Dopo una vita di battute taglienti, talora crudeli, ma sempre divertenti, dieci anni fa la vedovanza lo ha reso più incline alla lamentela, cosa che non ha allontanato le figlie, che lo hanno coccolato per fargli dimenticare la solitudine.

Entrambi sono fratelli di mia madre.
Entrambi stanno morendo per un cancro scoperto tardi.

In breve_27

A volte vorrei non aver trascorso tanti anni a raffinare la sottile arte dell'autocontrollo.

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