Il picchetto d’onore

È morto un uomo che amavo.

Sapevo di amarlo, ma non sapevo quanto. Non sapevo che fosse, nel mio sentire, quasi un padre o un fratello maggiore.

Ho visto le sue mani, che ricordavo forti e abili e espressive, fatte fragili dall’età e dalla morte, strette su un rosario che lo accompagnerà nell’eternità. Non creeranno più cose belle da cose umili, non gesticoleranno più nel discorso, non toglieranno più il tabacco lasciato sulle labbra dalle sigarette senza filtro.

Non ho potuto toccarlo, dargli una carezza, non ci sono riuscita. Aspettavo che si alzasse, ci dicesse che ci aveva fatto uno scherzo e mi abbracciasse forte – perché abbracciava forte, mio cugino.

Mi ha insegnato che l’amore va oltre le differenze, le supera d’un balzo.

C’è sempre stato, e ora non c’è più.

2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. fracatz
    Mar 18, 2022 @ 08:00:53

    gli anni passano e prima o poi si vola via, ma si resta vivi nella memoria di tutti quelli che ci vollero bene e molto di più in coloro timidi e riservati che non seppero esternarlo in vita.
    Tiriamo avanti Eli

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    • elipiccottero
      Mar 18, 2022 @ 19:41:41

      Sarebbe potuto rimanere ancora tanti anni, e questo è un rimpianto. Era solo, e questo è un altro.
      Eppure a salutarlo c’erano persone che l’hanno conosciuto 50 anni fa…

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