Intermezzo n. 17

La mia anima non può essere domata,

abita in me

per mesi sopita,

poi esplode e si diffonde,

viaggia,

è altrove

e non posso convincerla a tornare.

La mia anima è un’onda di piena,

nulla al mondo può dominarla.

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Intermezzo n° 16

Vieni da me,
Dalle mie mani piccole
Che vogliono imparare,
Dalle mie braccia deboli
Che reggono un mondo
Sulla punta di dita ballerine.
Vieni da me,
Che ti conosco e ti temo
E desidero affrontare le tue tempeste
Per rifugiarmi infine nel porto caldo
Del tuo respiro.
Vieni da me,
Perchè sono incatenata
Ma desidero vedere i tuoi occhi,
Per scoprire se sono loro
Lo specchio che mi riflette davvero.

Intermezzo n° 15

Brucio.
Sotto pioggia che lava
sogni di calda primavera,
li porta via con quest’acqua
così cupa
e veloce
e vicina.
Avvampo.
Dimentico
in una fresca vertigine
nella quale precipito.
Ma non cado.

Intermezzo n° 14

Cercami
sotto le stelle
e la luna piena.
Mi troverai
in un attimo
che dura un bacio.

Intermezzo n° 13

Egoista,
divorata dalla mia solitudine,
sono pronta a divorarti.

Intermezzo n° 12

Alberi,
scheletri di alberi,
scheletri gelati,
bianchi e alti
nel buio,
parlate
rispondete,
voi le cui vette
sono nette e indistinte insieme,
voi che vi perdete
nel nulla della notte,
nell’infinito,
dite:
sarà sempre così solitario
questo mio dolore?

Intermezzo n° 11

Confortante è il passato,
facce note
e problemi già affrontati.
Non c'è rischio,
nel passato,
non c'è mistero.
Un cimitero è il mio passato,
più vasto ogni giorno
e pieno di dolore;
misterioso il futuro,
ma chiedo di rischiare.

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