Dall’alto

Da mesi, ormai, oscillo tra pochi momenti buoni, e molti altri in cui sono francamente molto giù, fisicamente e psicologicamente.

Trovando difficile ricaricarmi in mezzo al cemento e alla confusione, un giorno ho deciso di lasciare i bambini a scuola e poi andarmene a camminare in montagna. In alto, dove c’è silenzio e si vede lontano.

Lassù, dove si sentivano solo grilli, uccellini e campanacci di vacche, ho volto lo sguardo in direzione di Milano, in direzione dei luoghi dove vivo, e ho visto una cappa marroncina, netta, al di sopra della città.

È come se quella cappa pesasse su di me, sulle mie idee, i miei sogni. Il mio futuro.

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