Cambiamento e ostacoli

Mesi di cambiamenti. Non fuori, ma in me.

Fuori nulla cambia, nulla asseconda i miei cambiamenti, e questo si fa via via più pesante.

Se la me che lavorava freneticamente in un ufficio acquisti tutto sommato si adattava alla vita della provincia di Milano, la me disoccupata, in formazione e in trasformazione dell’ultimo anno regge male sia l’inattività sia la frenesia inconcludente e capitalista che la circonda.

Come molte altre volte in passato, mi pare di lottare contro un mondo che mi vuole in un modo che non sento mio, e mi costringe con una leva potente: la necessità di mantenere me stessa e i miei figli, ché lo stipendio di mio marito, all’assottigliarsi della Naspi, basta a malapena.

Ma il periodo non è dei migliori, e l’assoluta assenza di mezzi e dei giusti contatti fa sì che nulla arrivi, e che là dove provo ad aprire porte queste mi vengano sbattute in faccia.

Di nuovo, penso che tra volere e potere ci sia un abisso, che non ho mezzi per colmare.

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