Piegata

Una volta date le dimissioni, ho fatto domanda per la Naspi, tramite il sito dell’Inps. Fra le cose da fare c’era anche contattare il Centro per l’impiego, così da dichiarare la mia immediata disponibilità al lavoro.

A causa del Covid gli uffici sono tutti chiusi, e operano via email. Mi hanno richiesto alcuni documenti, fra cui un curriculum aggiornato, così ne ho prodotto uno che risultasse un minimo dignitoso.

Guardando le quasi due pagine delle mie esperienze di lavoro mi sono resa conto di come, in tutti gli anni passati, non ci fosse nulla di me. Nulla delle mie passioni, aspirazioni, inclinazioni, speranze.

Ho visto, nella sfilza dei lavori svolti sempre al massimo delle mie capacità, una ragazza e poi una donna che aveva un disperato bisogno di sopravvivere, una persona che accettava qualsiasi cosa pur di arrivare alla fine del mese, alla fine dell’anno.

Mi sono chiesta se davvero, vista da fuori, io sia così, una persona piegata dalla vita.

E temo che sì, la vita sia riuscita a piegarmi, tanto da non farmi più vedere i miei sogni.

4 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. suzieq11
    Giu 28, 2020 @ 15:23:51

    Ho appena letto il tuo articolo e vorrei dare una risposta così a caldo, cioè senza averci pensato troppo sopra per scegliere le parole migliori, Quelle che possano mitigare la tua delusione e la tua rassegnazione, ma francamente non me ne viene in mente nessuna perché il tuo stato d’animo è purtroppo quello che va per la maggiore di questi tempi caotici, inconcludenti e maledetti. Ma questa non è una consolazione purtroppo…

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    • elipiccottero
      Giu 29, 2020 @ 06:48:41

      L’unica differenza tra prima e ora è che ora ho il tempo di riflettere su queste cose guardandole da una certa distanza. Il dono che tutta questa situazione ci ha fatto è forse il senso della prospettiva, ma la realtà è che io non ho mai veramente scelto cosa fare della mia vita.

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  2. fracatz
    Giu 28, 2020 @ 15:45:55

    una volta queste considerazioni erano riservate agli uomini, che si alzavano al mattino ed andavano a produrre, poi ci fu una grande emancipazione femminile cosi’ che oggi anche loro sappiano riconoscere ed apprezzare il bel dono della vita.

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