In breve_62

Metà delle famiglie italiane vive con meno di 2.000 € al mese.
Non so su quanti componenti ci si basi, ma a me sembra una cifra tutt’altro che bassa, anche per una famiglia di 3 o 4 persone.

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67 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Pinocchio non c'è più
    Gen 28, 2014 @ 13:16:34

    Sai mica… se per caso a quelle famiglie potrebbe interessare… un figlio adottivo, sui 40 anni?

    Rispondi

  2. suzieq11
    Gen 29, 2014 @ 00:15:38

    Mi sembra che 2.000 € siano una cifra onesta, sai quanti tirerebbero un respiro di sollievo con 2.000 € ?

    Rispondi

    • elipiccottero
      Gen 29, 2014 @ 08:16:08

      Tolti affitto, bollette e spese fisse se il mio reddito fosse di 1900 € al mese avremmo per ciascuna persona (siamo in tre) la cifra con cui nell’ultimo anno siamo vissute in due. Sai che differenza?

      Rispondi

  3. fracatz
    Gen 29, 2014 @ 08:00:55

    tutto è relativo, piccola, tutto è relativo.
    Qui da nojos, in thaijja, i partiti non hanno nei loro programmi una politica dei redditi, ma solo del fumo per le menti annebbiate del generoso bobbolo.
    L’unico partito che la ha nel programma è il partito degli under 70.000, purtroppo snobbato dalla magnificenza del nostro immaginifico ma amato bobbolo

    Rispondi

    • elipiccottero
      Gen 29, 2014 @ 08:18:38

      Non solo la politica dei redditi. Vengono introdotte delle leggi, ma non ci viene spiegato che utilità abbiano. Esempio? L’obbligo di indicare la classe energetica degli edifici. Da tutti vissuto come una seccatura. Poi arriva una bolletta del gas che equivale all’affitto e capisci che una sua importanza ce l’ha…

      Rispondi

  4. masticone
    Feb 03, 2014 @ 08:38:29

    2000 euro a Trieste sono una cosa, 2000 a Roma o Milano sono ben altro.
    Certo che i nostri genitori ci hanno cresciuto con molti meno soldi lo ammetto e non ricordo che mi sia mai mancato niente, ma è anche vero che non si può non riconoscere che il mondo è cambiato. Sono mutate gli orientamenti consumistici e a meno che non si decida di vivere come Hamish è inevitabile che si debba fare i conti con questo.
    Un esempio banale?
    Tu parli di famiglie con 3 figli.
    Allora pensa che oggi va di moda una cosa banale che ai nostri tempi non c’era. La festa di compleanno per la classe. O con le amiche.
    Se hai una cultura matematica prova a fare le combinazioni di quante feste di compleanno devi partecipare, spesso portandone tutte e tre, con regali annessi
    E quanto solo per questo va via ogni mese
    Certo puoi dire: io non ce le porto.
    Già.
    A parole è facile….

    Rispondi

    • elipiccottero
      Feb 03, 2014 @ 08:59:50

      Vivo in provincia di Milano, con una cifra molto inferiore ai 2000 €. So quanto sia difficile, però vedo anche molte persone che non rinuncerebbero a nessun bene voluttuario, lamentandosi poi di non avere abbastanzasoldi.
      Alle feste di compleanno andavo anche io, ed erano tante, però conosco molte mamme che pur di non rischiare di dover pulire casa affittano un locale per la festa… e questo quanto costa?
      Si tratta di scelte. Ognuno fa le sue, ma a meno di vivere nel centro di una grande città con 2000 € vivi bene, e la maggior parte delle famiglie italiane non vive nelle grandi città. Addirittura, ricordo che all’università, quando si presentava l’Isee, veniva fuori che famiglie di 5 persone che vivevano al sud con lo stesso reddito con cui noi vivevamo in 3 al nord avevano un tenore di vita molto superiore… 2000 è solo una cifra, molto arbitraria a mio avviso, perchè non rispecchia la realtà.

      Rispondi

      • masticone
        Feb 03, 2014 @ 09:25:42

        Affitto di un locale per feste a Lucca, quelli dove ci sono i gonfiabili, quelli che usano tutti per essere ancora più chiari: dai 100 ai 150 euro più 10 euro a persona che porti. Il che significa che per ogni compleanno ne spendi dai 300 ai 400.
        Ma non è tanto quello.
        Se hai tre bambine in classi diverse che hanno ognuna 24 compagni di classe, significa che hai oltre ai tuoi compleanni altri 75 alle quali andare e a cui portare un regalino.
        Un regalino significa una cosa da almeno 10 euro. Dieci euro per tre sono 30.
        Trenta per settantacinque sono 2250 euro
        Il che significa che solo per portare le tue bambine ai compleanni dellle compagne di classe se ne va un mese e mezzo del tuo stipendio annuale di cui parli.
        Dici che non hanno diritto a fare un attività sportiva extra? una cosa così eh, niente di che, corsi comunali per intendersi. Facciamo nuoto.
        Corsi comunali (non privati) di nuoto costano 150 euro a trimestre. Il che vuol dire 450 euro a trimestre (per tre bimbe) e considerando solo l’inverno, diciamo due trimestri, quindi altri 900 euro. Più il vestiario adeguato.
        Insomma solo per le feste di compleanno e i corsi comuinali di nuoto spariscono quattromila euro.
        Cose voluttuarie?
        non credo

        Se vuoi continuo

        🙂

      • elipiccottero
        Feb 03, 2014 @ 10:16:34

        Si vede che non siete lombardi 😉
        La mia in due anni di asilo ha rimediato un solo invito, e non è potuta andare perchè fanno le feste alle 16-16.30. Così come le attività sportive… siccome la scuola finisce a quell’ora, si fanno alle 16. Il nuoto è l’unico che si possa fare il sabato, ma ci sono liste d’attesa di sei mesi. Assurdo.
        Tutto questo per dire: ci sono posti dove hai certe spese, in altri ce ne sono altre… io per dire non posso rinunciare all’auto, treno a parte (e vai solo a Milano o Varese) qui non ci sono mezzi pubblici.

      • masticone
        Feb 03, 2014 @ 10:22:30

        sempre straordinariamente interessante parlare con te
        davvero
        moltissimo

  5. Hydor Tesla
    Feb 03, 2014 @ 19:14:28

    siamo solo viziati e mal educati.
    esiste chi sente davvero la mancanza di una base economica solida, ma comunque anche loro (non tutti) sono avari di beni, hanno bisogno di avere, non si fanno mancare lo smartphone prepagato e l’abbonamento in palestra.

    Rispondi

  6. Paint Alone
    Feb 04, 2014 @ 22:54:26

    Bah, io le ho fatte fino alle medie, le feste coi compagni di classe. Solo quelli simpatici, non si capisce perché bisogna invitare cani e porci. Si chiama selezione, è utile impararla, nella vita.

    Rispondi

  7. suzieq11
    Feb 05, 2014 @ 08:53:45

    Ora dico il mio parere. Noi siamo il Paese dove i figli sono sacri, guai a chi li tocca! Devono sempre avere il meglio, costi quel che costi. Quante volte abbiamo sentito dire o anche detto “piuttosto mi privo di tutto io ma mio figlio deve avere quello che non ho avuto io” . Ma chi l’ha detto! A parte il fatto che così crescono viziatissimi e non impareranno mai il valore delle cose né i sacrifici che bisogna fare per ottenerle, perché non devono imparare fin da piccoli che ci possono essere momenti Sì è momenti no? Non parlo naturalmente di crescerli a pane e acqua, non vorrei essere fraintesa, ma dico che in una famiglia dovrebbe funzionare così: quando va grassa ci si può concedere qualche sfizio TUTTI, mentre quando va magra si fa qualche rinuncia TUTTI, bimbi compresi. Quindi niente palestra per la mamma, niente tennis per papà ma anche niente nuoto per i bimbi. E così vale anche per i divertimenti. Se ne può fare a meno anzi se ne deve fare a meno, perché se l’acqua scarseggia la papera non galleggia …per TUTTI.

    Rispondi

    • elipiccottero
      Feb 05, 2014 @ 08:59:15

      Il principio è corretto, anche se preferisco fare qualche rinuncia io. Certo, quando sento che il papà fa trovare alla bambina una sorpresa ogni sabato, quando va da lui, mi arrabbio, perché poi tocca a me educarla a dare il giusto valore alle cose e diventa più difficile. Potrei prenderle una sciocchezza da pochi euro a settimana, ma…perché? Cosa le insegno?

      Rispondi

      • suzieq11
        Feb 05, 2014 @ 23:10:04

        Hai perfettamente ragione. Il papà della piccola sbaglia due volte. La prima, il suo atteggiamento contrario che ti mette in una situazione antipatica, mentre i genitori dovrebbero procedere di pari passo nell’educare i figli, anche se ci sono screzi tra di loro. Che senso ha che tu le voglia insegnare una cosa e lui invece le insegna l’opposto. Questo crea confusione nella bimba che non sa più a chi dare retta e dove sta il giusto. La seconda è che, molto astutamente, facendole trovare tutte le volte una sorpresa, sa benissimo che lei non rifiuterà di certo. Per la miseria, un bambino è facilmente influenzabile,, è normale che sia così. Così può succedere che a volta l bimba sia perplessa e faccia confronti tra te e lui. Poi c’è un altro pericolo più subdolo perché più difficile da individuare specialmente per un bambino. Chi compra molti giocattoli al figlio spesso lo fa perché non riesce a gestire il rapporto col figlio. Questo non vuol dire che non gli voglia bene; significa che non è capace di dimostrare il suo amore, perché non sa trovare il modo giusto, oppure perché non si ritiene adatto a rapportarsi col figlio (sono molti i genitori che non sanno o non vogliono calarsi nell’ottica infantile). Eppure sa che deve dimostrare al figlio che gli vuole bene, Allora investe i giocattoli di questa valenza, i giocattoli sono l’espressione del suo amore, più te ne compero più vuol dire che ti voglio bene. Tutti questi giocattoli ti faranno compagnia quando io non ci sarò, sarà come se fossi con te. Noi sappiamo che non è vero, un giocattolo non sostituirà mai il calore dell’abbraccio dei genitori. Ma il bambino ci crede e così cade nella trappola del giocattolo surrogato dell’amore. E mentre gioca il papà o la mamma possono andarsene per i fatti loro con la coscienza in pace. Ma anche se ricoperto di giocattoli sentirà sempre la mancanza dei genitori.
        Ora non voglio spaventarti, non mi sembra sia il caso di tua figlia che ha la fortuna di avere una madre equilibrata come te, però il comportamento di suo padre potrebbe generare qualche perplessità nella piccola. E che lui non pensi di conquistarla solo con dei giocattoli. I bambini sono spietati nella loro innocenza.

  8. Silver Silvan
    Feb 05, 2014 @ 13:12:38

    Una mia amica ha sempre avuto splendide idee, per festeggiare il compleanno dei figli. Al piccolo, quest’anno, ha organizzato una mezza giornata in piscina con gli amichetti. Alla ragazzina ha preparato un perfetto picnic in un parco pubblico. L’anno prima aveva organizzato una divertentissima caccia al tesoro. Si sono divertiti moltissimo, altro che locale, magari con gli animatori. Certo, se si vuole somigliare allo stuolo di imbecilli dei programmi di Mtv e alle bambine idiote e glitterate, c’è una certa discrepanza. Di Q.I., più che altro.

    Rispondi

  9. Francesco Vitellini
    Feb 06, 2014 @ 15:27:54

    A milano una famiglia di 3 persone (occhio, non tre figli, tre persone) con 2000 euro di entrate mensili, sopravvive sono se vive in periferia… anzi, in estrema periferia

    Rispondi

    • Francesco Vitellini
      Feb 06, 2014 @ 15:28:17

      *soLo

      Rispondi

    • elipiccottero
      Feb 06, 2014 @ 15:34:24

      Io sono in provincia di Milano, fino a un mese fa abbiamo vissuto in due con 1300. E ho anche messo da parte qualcosa e restituito un debito 😉
      A Milano città le case sono inavvicinabili, ma io sono a 15 km e molti lavorano in città, andando in treno, anche da più lontano; non è obbligatorio vivere a Milano, già a Rho costa molto meno, per esempio…

      Rispondi

      • Francesco Vitellini
        Feb 06, 2014 @ 15:45:23

        Io vivo a Rogoredo, e me la cavo con 450 euro al mese (su 1400 di stipendio).
        Ma vivo da solo, e quindi è più che sufficiente.
        Ma sarei in diffcoltà se fossimo in tre

      • elipiccottero
        Feb 06, 2014 @ 15:56:15

        So che in città è difficile, ma qualche giorno fa ho calcolato che tolti affitto, bollette, baby sitter e benzina ogni mese restano 300€. In due. Sicuramente avere un ottimo discount vicino a casa aiuta, probabilmente sono anche fortunata, ma si tratta anche di fare delle scelte. Come ho detto in un altro commento, 2000 è un numero che dice poco o niente, ma che se escludi poche grandi città (e la maggior parte della popolazione italiana vive al di fuori di esse) significa benessere, non povertà.

      • Francesco Vitellini
        Feb 06, 2014 @ 16:04:08

        considera che in Calabria vivevo da re con 1000 euro (è anche vero che non sono uno che spende per cretinate tipo cene, cenette, pizze o pizzette).

      • elipiccottero
        Feb 06, 2014 @ 16:15:03

        Son riuscita a vivere nel centro di Trieste con 750€ al mese 🙂
        Mi riferivo proprio a questo: non si può parlare di “allarme povertà” dando dati così fuori contesto. Il mio relatore fece un salto sulla sedia quando vide i dati sulla disoccupazione in una zona di media montagna della provincia di Bergamo: percentuali del 45%. Poi gli spiegai che lì ufficialmente le donne facevano le casalinghe ma poi un lavoro ce l’avevano, in nero, e che contadini e allevatori con piccole proprietà non dichiaravano nulla. I dati vanno interpretati, perché non lo si fa?

  10. Francesco Vitellini
    Feb 06, 2014 @ 16:38:00

    Perché una delle caratteristiche principali di chi fa informazione è la totale decontestualizzazione dei dati.
    Come anche i dati sull evasione fiscale di qualche tempo fa. In Calabria evade l’85% delle persone. Vero. Peccato però che al nord, anche se l’evasione in percentuale è molto minore (il 12% circa), le cifre evase siano decine di volte superiori.
    Il contesto è sempre fondamentale per valutare ogni cosa.

    Rispondi

  11. scassandralverde
    Feb 11, 2014 @ 17:50:06

    Sottoscrivo !!! Io campo con 450 al mese. da sola, è chiaro … ma se ci mettiamo l’economia di scala e cazzate varie … guarda 2000 sono così tanti che tutti insieme non l’ho mai visti !

    Rispondi

    • elipiccottero
      Feb 11, 2014 @ 17:57:14

      L’economia di scala fa tanto – infatti ho comprato un frigorifero con grande congelatore per poter comprare le confezioni famiglia…
      Altro esempio sono le bollette: se in due paghi 50 da solo paghi 45…

      Rispondi

      • scassandralverde
        Feb 11, 2014 @ 18:01:32

        Anfatti =) Comunque c’è una gran pigrizia in giro. Io lo vedo nella mia generazione. A me che HO DECISO che DEVO mantenermi da sola a 23, mi prendono per pazza oppure, col visetto sconcertato mi chiedono “E perché?” immaginando scenari familiari economicamente apocalittici.

        La mia risposta è Perchè ho 23 anni (ora 25) e il mio coetaneo finlandese vive da solo da sette anni. Percependo sussidi e presalari, ma anche lavorando, studiando e basando le sue scelte su bisogni concreti”.

        Tiè. =)

      • elipiccottero
        Feb 12, 2014 @ 08:06:08

        Pensa che un mio collega, il quale ha un lavoro fisso da quando aveva 19 anni, ha deciso solo ora di prendere casa per conto proprio, a 36 anni e spicci. E questo non vuol dire che vada a vivere da solo: l’appartamento è nello stesso palazzo dei genitori, e non essendo lui in grado di badare a se stesso non dubito che mamma e papà interverranno…
        Io ho cominciato l’università, molto lontano da casa, a 19 anni, e l’ho frequentata grazie alle borse di studio; in momenti di crisi mi è toccato tornare da mamma, ma me ne sono sempre andata prima possibile. Quando lo racconto, e a me pare semplicemente la cosa giusta da fare, tutti mi guardano sgranando gli occhi, e in effetti la maggior parte dei miei coetanei (ho32 anni) che conosco vive ancora con la famiglia, o ne dipende economicamente. Auguri…

      • scassandralverde
        Feb 12, 2014 @ 08:55:44

        Mah, grandi botte d’autostima per quanto mi riguarda =)

  12. scassandralverde
    Feb 11, 2014 @ 17:53:39

    Ah, io vivo a Venezia.

    … Egguarda che 750 al mese a Trieste non sono mica pochini ! Voglio dire la vita lì – soprattutto gli affitti, il mio ragazzo vive lì – sono tra i più bassi che abbia mai visto, senza contare il cibo e, se hai la macchina – maccheccazzocifai con la macchina a Trieste che è un buco ? – la benzian da prendere rigorosamente in slovenia … e i sussidi regionali … o regio-anali … insomma …

    Rispondi

    • elipiccottero
      Feb 11, 2014 @ 18:33:35

      Non so a Venezia, ma a Trieste il cibo costa il doppio che a Bergamo e più del doppio che in provincia di Milano…

      Rispondi

    • Perennemente Sloggata
      Feb 14, 2014 @ 16:28:35

      750 euro al mese a trieste… se condividi un appartamento, si può fare. dipende poi dove lavori: vicino, lontano, in che supermercati ti puoi servire ecc. di sicuro con 750 non riesci a metter via molto.
      ma non sono così tanti, se sei già originario di trieste. se hai parte della famiglia altrove, non ci fai molto.

      Rispondi

      • scassandralverde
        Feb 15, 2014 @ 11:35:59

        Mah, il mio ragazzo vive in una singola in centro e difficilmente spende più di 600 euro al mese. Inoltre Trieste è piccolissima, quindi “ti puoi servire” un po’ ovunque.

      • Perennemente Sloggata
        Feb 15, 2014 @ 18:47:57

        vive in una singola = è in condivisione e non ha tutta una serie di spese accessorie.
        poi dipende dove abiti e quanto tempo hai per muoverti col bus per andare nei discount a far la spesa.
        per carità, Trieste non è una città carissima, ma non è così economica soprattutto se non hai un mezzo per fare “la spesa grossa” e sfruttare le offerte per te e magari per il tuo animaletto.
        se ti muovi coi treni per andare a trovare la tua famiglia.
        credimi, se vai a fare la spesa in un supermercato a Trieste e la stessa spesa la fai in montagna in provincia di Trento, fidati che sul totale non cambia molto. Fai la stessa spesa in altre regioni che, magari, hanno l’Esselunga, e spendi di meno.
        E’ una buona città per viverci e anche crescerci, non sarà cara come magari l’Alto Adige (in tutto), ma non è certo una delle città meno care.

      • elipiccottero
        Feb 15, 2014 @ 19:33:28

        Se vai all’Esselunga, qui, col mio stipendio non ci vivi 🙂
        Comunque è vero che condividendo l’appartamento spese come quelle delle bollette sono infinitamente inferiori, noi per dire di elettricità spendevamo 53€ in due, ne spendiamo 63 in tre…non è il doppio 🙂

      • Perennemente Sloggata
        Feb 16, 2014 @ 00:01:46

        appunto. basti pensare anche alle varie edizioni di tasse imposte accise su immondizie e affini :-/

      • elipiccottero
        Feb 16, 2014 @ 08:59:03

        Veramente la tassa sui rifiuti, nella sua ultima edizione, si basa molto di piú sul numero di abitanti, e comunque vedo da mia madre che chi vive solo ha sempre avuto uno sconto anche quando si contavano i metri quadri…

      • Perennemente Sloggata
        Feb 16, 2014 @ 09:15:38

        Certo, io pensavo a quando ero in appartamento con le altre: l’ultimo era grande e noi pagavamo almeno 50 euro a testa. L’anno scorso, prima dei cambiament, ne pagavo mi pare 60-70. Era appunto per dire che soli costa di più tutto.

      • elipiccottero
        Feb 16, 2014 @ 09:25:05

        Ridicolmente, mia madre paga meno di me, perché è sola, anche se la casa è più del doppio della mia 🙂

      • scassandralverde
        Feb 17, 2014 @ 07:42:35

        Mah, secondo me molto dipende dallo stile di consumi che hai. io nei discount non ci metto piede. Non mangiando nè carne nè pesce posso permettermi verdure, frutta e formaggi di alta qualità. Non ho e non voglio la macchina, tengo il termostato di casa su 16 gradi, non uso deodoranti, balsami, creme, trucchi … eccetera. (eppure sono ancora viva e ho una vita sociale)
        Diciamo che per chi vive come me, Trieste è la città del nord meno cara in assoluto. Almeno tra quelle in cui ho fatto la spesa.

      • elipiccottero
        Feb 17, 2014 @ 08:18:06

        Ripeto, non so Venezia, ma frutta e verdura a Trieste sono più care che in qualsiasi altro luogo dove abbia vissuto. Quindi no, economica non lo è.
        A Trieste, dove abitavo al 4° piano e avevo un buon isolamento termico, il riscaldamento partiva un’ora la mattina, giusto perché mi svegliavo prima dei miei vicini; ora che abito in un appartamento dove isolamento termico non ce n’è, e ho una bambina, spesso col riscaldamento che va tutto il giorno me la ritrovo con mani e piedi freddi.
        L’auto è superflua a Trieste o Venezia (e infatti la mia prima auto l’ho acquistata a 30 anni), ma ci sono zone, tipo la provincia di Milano, dove i mezzi pubblici sono peggio che carenti, e perciò l’auto DEVI averla, altrimenti non fai nulla. E non mi riferisco all’andare in discoteca o nei locali.
        Lo stile di vita va adattato a dove si vive e al lavoro che si fa, non esiste una regola buona in assoluto.
        Quanto ai discount, nell’ultimo anno ho scoperto che alcuni hanno una qualità pari ai migliori supermercati di marca, e di molti alimentari.

      • scassandralverde
        Feb 17, 2014 @ 08:22:07

        Stiamo dicendo la stessa cosa, ovvero “dipende”. Quindi siamo d’accordo. =)

  13. Perennemente Sloggata
    Feb 18, 2014 @ 08:02:28

    ottimo, tutte d’accordo ^_^

    Rispondi

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