Rimandare

Ne ho cominciati due, di post, ma ho cestinato entrambe le bozze. Perché le idee sono tante, ma il tempo è poco, e le idee disordinate non rendono bene, se messe per iscritto.

Volevo scrivere della piccola sapiente, che una sera se n’è uscita a dire “Ho quattro anni, e quattro anni non sono mica pochi!”, e fra le risate ho dovuto darle ragione.
Quattro anni fa aveva appena imparato a girarsi rotolando, e cambiarle il pannolone era un’impresa; ora prende decisioni importanti tipo “tagliare i capelli corti da maschio”. E incredibilmente, questa bimba che di mio ha solo gli occhi una volta tagliati i capelli si rivela decisamente somigliante alla sua mamma di 28 anni fa, tanto per ricordare a tutti che l’espressione spesso conta più dei lineamenti.
Si tratta di una bambina testarda e affettuosa, insieme buffa e priva di senso dell’umorismo, che ama sentirmi ridere e fa di tutto perché accada. Una bambina che non credevo fosse possibile amare più di quando l’ho vista la prima volta, e invece col passare del tempo il mio amore cresce.

Volevo scrivere del mio compagno, ma mi rimane una certa timidezza, anche ora che si è trasferito e viviamo insieme. Perché il trasporto dei primi mesi cresce e cambia, e con esso cresciamo noi, ma mi sembra una cosa ancora troppo privata per poterne parlare liberamente.

Volevo scrivere delle differenze di classe sociale, delle quali non si parla più ma che esistono, e sono tangibili. Sembra sempre che a dividerci sia il reddito, poi mi confronto con colleghi che hanno il mio stesso stipendio, o con altri che conosco, e mi rendo conto che la mia formazione, il mio modo di vedere il mondo, le mie priorità non saranno mai gli stessi di un operaio figlio di operai. E non c’è nulla di sbagliato in questo, ma mi chiedo se non parlare più di classi sociali non sia in fondo un modo per rafforzare la divisione.

Volevo scrivere del mio desiderio di una casa, di una famiglia, di una vita che non mi veda uscire all’alba e rientrare dopo il tramonto e nella quale io possa vedermi badare a casa e figli dedicando loro tutto il tempo che meritano; volevo scrivere della sensazione di scoraggiamento che mi prende quando, riflettendoci meglio, mi rendo conto che potrò forse avere una famiglia, ma dovrò sempre destreggiarmi tra case in affitto, baby sitter, impegni ad incastro. Mi chiedo allora a cosa serva lavorare sodo, essere responsabili e autonomi, dal momento che fra i miei conoscenti chi, come me, ha scelto (o dovuto scegliere) la strada di una precoce indipendenza si trova a barcamenarsi eternamente.

Volevo scrivere di questa pianura ampia, grigia, vuota di paesaggi ma piena di persone, case, auto, dove vivere è facile, perché c’è tutto, ma non si vive bene, perché manca qualcosa.
Volevo scrivere delle montagne che mi chiamano, e di Trieste affacciata sul mare, e della Lunigiana dove ancora è il mio cuore, dopo 4 anni, due alluvioni e un terremoto.
Volevo scrivere di me e dei miei pensieri, delle cose che faccio e che vorrei fare, ma ancora una volta devo rimandare.

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11 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Pinocchio non c'è più
    Gen 14, 2014 @ 13:21:52

    Direi che ne è uscito un post intenso, c’è dentro la tua vita, e la vita, si sa, non è mai facile da raccontare.

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  2. brum
    Gen 14, 2014 @ 16:25:18

    Mi pare per per essere un non-post… questo sia un gran bel post. E poi, non c’è bisogno di partorire ogni volta un’opera d’arte… a volte le cose scritte di getto sono le migliori. Io, ad esempio, nemmeno li correggo, i miei post.
    Hai messo tanta di quella carne al fuoco che ce ne uscirebbero almeno 4 o 5, di post. A me resta il piacere di sentirti viva, sia pure nelle difficoltà… e sapere che stai bene.
    Una considerazione solo sul tema del tuo desiderio di casa. Fossi in te, non abbandonerei del tutto la speranza che si avveri. Mai dire mai. Resta l’amara considerazione che questa società ed il modus vivendi attuale pare che ci dia tutto… ma ci sottrae la cosa più importante: il tempo. Siamo macchine programmate per andare a 10 all’ora… che vanno a 100. E questo lo stiamo pagando, e lo pagheremo sempre più. Nulla di strano se ci mancano le cose antiche… semplici. Forse le più vere.

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    • elipiccottero
      Gen 15, 2014 @ 08:00:14

      Se non rileggessi per evitare refusi e simili non sarei più me stessa 🙂
      il desiderio di casa ha due aspetti: quello economico è il più offensivo. Attualmente, stando in affitto in una casa priva di isolamento termico, tra affitto e “di più” di gas spendo circa 700 € al mese; se fosse la rata del mutuo, io da sola potrei allegramente comprare un appartamento da 120-125.000 €. Ma essendo vissuta da sola fin dai 19 anni, e avendo anche dovuto aiutare la famiglia, non ho messo da parte nulla, quindi niente mutuo. Credo sia un incoraggiamento a stare in famiglia più a lungo possibile…
      L’altro aspetto è il tempo: quando cercavo lavoro, e stavo ancora col padre di mia figlia, mi avevano offerto alcuni posti a Milano città, che ho rifiutato, perché significavano spendere cifre esorbitanti di nido e non avere tempo per stare a casa; lui mi criticò moltissimo, io oggi lavoro a meno di 3km da casa e la mia vita è migliorata moltissimo. Bisogna mediare tra le necessità e i desideri, peccato non poter fare di meglio…

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      • brumbru
        Gen 15, 2014 @ 18:03:14

        ahahah. Chi nasce pignolo, muore pignolo, si.
        Ci sono delle cose che non si comprano con ma mast*rcard. Una di queste è la serenità. Non serve a nulla guadagnare 5000 euro al mese se poi non hai tempo per stare con tua figlia.

      • elipiccottero
        Gen 16, 2014 @ 08:51:03

        Non è tanto pignoleria, quanto amore per la lingua e per come suona. Scrivere mi piace, e mi piace farlo in un certo modo, deve avere il ritmo del pensiero.
        Magari con 5000 € un po’ di tempo potrei guadagnarmelo, visto che potrei pagare qualcuno che faccia i lavori di casa al posto mio… 😀 Diciamo che è vero che si lavora per vivere e non si vive per lavorare, la vita è altro e non intendo rinunciarci.

      • brumbru
        Gen 16, 2014 @ 11:16:52

        Dipende. In linea generale, per guadagnare 5000 € si deve stravolgere la propria vita ed ammazzarsi di lavoro. Io questo intendevo. Certo, se li guadagni facendo il politico il discorso non si pone. Hai soldi e tempo.
        Si, essenzialmente volevo dire quello che hai scritto nella considerazione finale. Mi sono espresso male.

  3. fracatz
    Gen 14, 2014 @ 16:50:32

    La felicità è fatta di piccole cose, anche la quotidianetà può bastare ad alimentare la speranza, però speriamo che quest’anno possa regalarti ciò che maggiormente desideri
    ciao

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  4. Silver Silvan
    Gen 18, 2014 @ 08:25:08

    Oggi dò i voti. Il voto che assegno a questo blog è ++. A proposito di rimandare.

    Rispondi

  5. banzai43
    Gen 19, 2014 @ 17:31:54

    Ciao. Sono arrivato da Te solo per caso, ma tornerò. Bello il tuo ragionare, fra speranza e tristezza, una giovinezza di confronto: col tempo, gli altri, gli impegni, il lavoro, la famiglia, il compagno.
    Continua a scrivere, scrivi bene e ragioni ancor meglio. Farò in modo da non perderti.
    Affettuosamente
    banzai43

    http://banzai43.wordpress.com

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  6. suzieq11
    Gen 20, 2014 @ 17:20:16

    Impeccabile come sempre.
    Passo da te diverse volte, mi piace rileggere più volte, ed ogni volta trovo qualcosa di nuovo e di sorprendente.

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  7. Silver Silvan
    Gen 20, 2014 @ 22:54:52

    Sono arrivati i rinforzi, a quanto pare.

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