Pediatri

Da bambina sempre malata, vedevo spesso il mio pediatra. Era un uomo alto, distinto, piuttosto anziano (non solo ai miei occhi di bimba), molto gentile. Sbagliò diagnosi una volta sola, scambiando la combinazione di broncopolmonite e reazione allergica alla Novalgina per rosolia; finii in ospedale, con la febbre a 42° e un’epatite, e per un po’ non fu chiaro se sarei sopravvissuta. La nostra fiducia in lui comunque non ne fu minata, e me lo ricordo venire a visitarmi a domicilio scherzando per sdrammatizzare.
Immagino che per un pediatra un simile errore sia un peso che rimane, e che bambini come me siano difficili dal punto di vista emotivo, perchè sempre malati e sempre sorridenti.
Quando lui andò in pensione toccò prima a un uomo sulla quarantina, poi a una donna sui trentacinque sostituirlo. Di entrambi conservo ricordi piuttosto vaghi, fortunatamente li vedevo piuttosto di rado ormai, e poi mi ritrovai adolescente ad andare dallo stesso medico di mia madre.
Fu una fortuna, come scoprimmo sulla pelle di mio fratello, poichè il sostituto successivo (nessuno voleva restare a lungo in quei paesini di montagna) non era esattamente zelante, e continuava a proporre antibiotici della stessa classe anche quando era ormai chiaro che mio fratello era allergico alle cefalosporine.

Quando la piccola sapiente è nata, nel paese dove abitavamo la pediatra di base era una sola; aveva un modo di fare piuttosto sbrigativo, ma visto che la bambina non cresceva molto, aveva frequenti coliche e disturbi vari, la visitava quasi ogni settimana.
Quattro mesi dopo la sua nascita ci siamo trasferite, e il pediatra di base era un signore arabo molto pacato, sulla cui competenza non ho mai avuto dubbi, notando i suoi gesti e il modo in cui riusciva a zittire la piccola petulante con un semplice gesto o una parola. Ricordo che alla prima visita, quando gli dissi che la pediatra di prima visitava la bimba di frequente, il suo commento fu: “Si vede che ha pochi pazienti”. E questo è stato ciò che mi ha sempre lasciato perplessa in lui: la tendenza a comportarsi come se il suo lavoro fosse una seccatura da sbrigare prima possibile.
La pediatra attuale ha seri problemi di salute, l’ho vista una volta sola e solo di passaggio, ma ha una valida sostituta, che quando le si telefona fa uno scrupoloso interrogatorio telefonico al genitore, così da capire se è il caso di vedere effettivamente il bambino, e che nelle visite è sempre molto accurata.

Un’amica ha recentemente avuto un figlio, e come molte mamme che ho sentito mi ha detto: “Va bene, ho la pediatra di base (la stessa di mia figlia), ma voglio anche un pediatra privato”. Che, guarda caso, è l’ex pediatra arabo della piccola sapiente, quello che aveva troppi pazienti ma che privatamente si prende tutto il tempo di fare una visita approfondita.
Due cose mi lasciano perplessa.
Una è la mia amica, e questa esigenza di avere un medico privato, oltre a quello del servizio sanitario nazionale; posso capire che il medico di base (abbiamo in comune anche quello) sia un vero cialtrone e che voglia un secondo consulto, ma se il medico “della mutua” è bravo che ragione c’è di pagare per avere lo stesso servizio? Privato non è meglio, anzi, spesso è peggio perchè il fine non è il bene comune, ma semplicemente il profitto.
L’altra è il comportamento del pediatra, totalmente demotivato quando visita come medico di base e invece accurato quando lo fa come privato. Si tratta di un atteggiamento comune a molti dipendenti pubblici, ricordo i colleghi di mia madre (faceva l’assistente sociale) o le insegnanti della scuola materna dove andava la piccola sapiente l’anno scorso, le quali trattavano noi genitori come dei seccatori che era necessario sopportare per poter campare. Quando qualcuno riceve dalla collettività l’incarico di svolgere una funzione, per la quale peraltro è pagato, non dovrebbe affrontare questo compito con impegno, serietà e la coscienza che se farà bene il suo lavoro il mondo sarà migliore?

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9 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. suzieq11
    Ott 22, 2013 @ 16:11:06

    Ma che cosa è successo? Due post nuovi tutti in un colpo? Non siamo mica abituati a questi exploit…..:-D

    Rispondi

  2. suzieq11
    Ott 22, 2013 @ 20:38:04

    Capisco. Ad ogni modo è bello leggerti….
    🙂

    Rispondi

  3. fracatz
    Ott 23, 2013 @ 07:39:36

    ahahahahahaha buona la chiusa del post
    certo ce ne sono, c’è gente che pur non lavorando per lo stato tratta gli interessi della ditta per cui lavora, meglio de suoi stessi personali
    è questione di carattere, che si forma nell’infanzia
    Rido perchè penso che entrambi i soggetti, quelli che alla razzi si fanno i catzi loro e quelli invece scrupolosi sono certi di adempiere alla propria missione, i primi con maggior convinzione

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  4. Augh!!!
    Ott 25, 2013 @ 11:06:04

    Grande Capo Augh!!! salutare Piedi Neri!

    Rispondi

  5. brumbru
    Ott 28, 2013 @ 09:42:31

    E’ un’abitudine diffusa, purtroppo. Fa arrabbiare maggiormente visto che si parla della salute delle persone… anzi di bambini, in questo caso. Non andrebbe fatto, assolutamente.

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