La piccola sapiente e i libri

Un paio di settimane fa il sole ha fatto capolino, e immediatamente le nostre finestre si sono aperte.
Ho scostato le tende in modo che la luce entrasse nelle stanze, ho steso il bucato in terrazzo, ho cambiato una seconda volta l’aria.
La piccola sapiente ha preso la sua piccola sedia a sdraio e ha cominciato a trascinarla verso la finestra. Si è piazzata sul terrazzo, una sciarpa intorno al collo, a leggere un libro dietro l’altro. “Leggeva”, con quella sua buffa voce da cartone animato, dalle intonazioni pesantemente lombarde, storie non scritte sul libro ma avvenute nella sua testa. Ha continuato per quasi un’ora, mentre io preparavo il pranzo.
Rientrando, quando ho osservato che prendere un po’ di sole le fa bene, mi ha risposto “Sì, se no divento bianca come un fantasma”.
La piccola sapiente è una bambina sola, nel suo mondo infantile, nonostante i miei sforzi per farle frequentare i coetanei. Questo non è il mio paese, qui non ho parenti o compagni di scuola, e nessuno dei miei amici in zona ha figli. Dopo il trasloco, ci troviamo anche lontane dalla sua scuola materna, perciò non è semplice organizzare pomeriggi coi compagni. La piccola sapiente sta crescendo in un mondo di adulti che la amano, ma che faticano a condividere le sue fantasie da bimba, a partecipare con passione ai suoi giochi di immaginazione.
Trova sfogo nei libri, questa bambina la cui allegria sfida ogni cosa, e se non c’è nessuno che possa leggere per lei inventa storie più belle di quelle narrate dagli scrittori.
Ricordo un periodo di noia mortale, all’inizio delle scuole elementari, dovuto al fatto che tutti i miei compagni di classe dovevano imparare a leggere, mentre io lo facevo già da un annetto; mia madre, che aveva avuto la stessa esperienza, aveva cercato di evitarmelo non insegnandomi a leggere, ma io avevo imparato per conto mio. Quando la piccola sapiente è nata ho pensato anch’io di non insegnarle a leggere, per non costringerla a quella noia, ma comincio a pensare che per chi, come lei, vive in una bolla di solitudine, la compagnia di un libro potrebbe essere un sollievo.

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5 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. brumbru
    Mar 04, 2013 @ 08:23:18

    Fra poco arriverà la bella stagione.. e potrai portarla in luoghi di aggregazione, dov e conoscerà amiche nuove. E’ importante che tu abbia coscienza del fatto, però, così da potervi ovviare.

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  2. Alessandra Bianchi
    Mar 09, 2013 @ 16:33:18

    Un grande sollievo, sicuramente.
    Anche se talvolta bisognerebbe aprirsi al mondo.

    Rispondi

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