Frammenti. Nel ghiaccio.

Ho sempre detestato i cagnolini affettuosi e giocherelloni, che ti saltano addosso e fanno una gran confusione.
Come i gatti, faccio la mia vita. Ogni tanto chiedo una carezza.

C’è sempre, in me, quel vuoto. Che tu riempi con una luce calda e ferma, ma quando non ci sei torno ad essere una grotta di ghiaccio.

Ho imparato a non credere alle parole che mi dico per cullarmi, a quelle che mi dicono per stordirmi.

Non è abbastanza, non lo sarà mai.

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