Conversazioni incomprensibili e passeggiate mattutine

Lunedì, a Bologna, mio fratello s'è laureato.
Dovendo andare con la piccola sapiente e non conoscendo affatto la città, la sera prima siamo andate da mio padre, abbiamo dormito lì e abbiamo fatto il viaggio in auto insieme a lui, che a Bologna c'è stato un po' di volte. Come suo consueto, s'è perso e abbiamo vagato per mezz'ora, finchè non ho chiamato mia madre che mi ha detto dove saremmo dovuti approdare e ho cominciato a fargli io da navigatore.
Durante il viaggio, la piccola sapiente chiedeva di continuo della ragazza di mio fratello, che ha visto una volta sola e che parla solo inglese, e mentre attendevamo la discussione le si sedeva accanto e conversava con lei. Dubito che una delle due capisse cosa diceva l'altra, ma erano contente così.
Martedì mattina mi son trovata a dover ammazzare il tempo, in attesa di poter ripartire dalla casa di mio padre senza avere la certezza di passare ore in autostrada in mezzo a centinaia di pendolari, così ho preso la bimba e l'ho portata a passeggiare lungo la pista ciclabile che costeggia il fiume.
Il sole ancora non era arrivato su quel lato del fiume, e l'aria era fresca. L'erba era ancora leggermente umida, ma così corta che non arrivava nemmeno a bagnarmi i piedi, nonostante avessi i sandali. Non c'era quasi nessuno, a parte alcuni pensionati più o meno atletici.
Uno pescava nel fiume, e la piccola sapiente voleva fare altrettanto con un bastone trovato nel prato.
Un paio di donne correvano, una tonica e in perfetta tenuta sportiva, l'altra piuttosto flaccida e con un'incredibile maglietta di ciniglia marrone, aderente e a manica lunga.
Uno portava a passeggio il cane, o meglio, passeggiava mentre il cane vagava a piacimento.
Tre stavano seduti a un tavolo e chiacchieravano in bergamasco; la piccola sapiente si è avvicinata per socializzare, e anche qui non so quanto si capissero, lei col suo italiano personale e loro con quel dialetto che dopo qualche anno di lontananza anche io fatico a capire.
Ci siamo sedute su tutte le panchine, in fila. Abbiamo raccolto sassi e legnetti. Abbiamo percorso un tratto di una scala piena di sterco, ma ha presto desistito. Abbiamo corso e camminato. Abbiamo guardato il fiume attraverso le assi della balaustra del ponte, e anche attraverso le fessure fra quelle su cui camminavamo. Abbiamo lanciato sassi in acqua. Abbiamo visto passare almeno un centinaio di ragazzini in bicicletta, probabilmente qualche centro estivo.
Ho pensato che il mio problema non è tanto essere disoccupata, quanto esserlo in un posto in cui per fare queste cose devi necessariamente prendere l'auto.

Annunci

10 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. brumbru
    Lug 08, 2011 @ 07:23:00

    Ci sono delle sensazioni, delle emozioni… che il denaro non può comprare (pare la pubblicità di una carta di credito, lo so). Così come la tranquillità ed il piacere per le cose semplici. Questo è il problema delle grandi città.

    Rispondi

  2. elipiccottero
    Lug 08, 2011 @ 07:46:00

    Il bello è che manco ci vivo, in città. Ma la campagna qui è talmente antropizzata che non ci sono sentieri o angoletti tranquilli… c'è un grande parco, ma ha degli orari di apertura e chiusura nemmeno tanto comodi.

    Rispondi

  3. lolita.
    Lug 10, 2011 @ 12:47:00

    a volte gli esseri umani riescono a capirsi pur non parlando la stessa lingua 🙂
    ciao

    Rispondi

  4. elipiccottero
    Lug 10, 2011 @ 18:03:00

    A quanto pare, mia figlia è una specialista, in questo senso.

    Rispondi

  5. brumbru
    Lug 11, 2011 @ 06:45:00

    Uhm. In genere quella cosa succede nelle grandi città, credo. Però è ovviamente un problema di scala… e di abitudine. Se sei comunque abituato alla tranquillità, probabilmente cerchi un posto del tutto solitario. Io mi accontento di passeggiate alle 5 di mattina col cane. Ma immagino che non sia possibile farle a quell'ora, con la piccola peste. 😉

    Rispondi

  6. elipiccottero
    Lug 11, 2011 @ 06:53:00

    A quell'ora in genere prego che continui a dormire 😀
    E comunque da queste parti devi prendere l'auto, se vuoi arrivare a un posto dove si possa passeggiare (a meno che tu non vada al parco, che però ha orari precisi).
    A Trieste in realtà non avevo problemi, si può camminare a lungo in tranquillità (relativa) e se proprio si muore di caldo basta andare a Barcola la mattina presto (io ci andavo verso le 6, prima del lavoro).

    Rispondi

  7. BiFolk
    Lug 11, 2011 @ 07:25:00

    …i soldi non compreranno tutto, ma ti aiutano ad averlo… è brutto da dire, am alal fine p vero…

    Rispondi

  8. elipiccottero
    Lug 11, 2011 @ 07:53:00

    Non comprano tutto, ma ti danno la tranquillità che senza non potresti avere.

    Rispondi

  9. brumbru
    Lug 12, 2011 @ 07:26:00

    Superata la soglia della scarsità d'alimentazione, secondo me i soldi servono a poco. La tranquillità o meno è dentro di noi. Lo so, oggi parlo come un vecchio saggio. Se non fosse che non sò saggio…

    Rispondi

  10. elipiccottero
    Lug 12, 2011 @ 07:44:00

    Brum, io avevo uno stipendio di 750 euro al mese. Ci pagavo l'affitto, le bollette e ci mangiavo senza eccessivi patemi (solo con un po' di attenzione), ma cose come cinema, vacanze, divertimenti vari erano esclusi… e quello non è vivere, ma sopravvivere.

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: