Fine, inizio e delusione

I'll be your mirror
Reflect what you are…

 

Una settimana fa, verso le 13.00, passeggiavo sulla pista ciclabile che costeggia un canale che per un tratto segna il confine fra Nerviano e Parabiago, godendomi il sole caldo in faccia, il sapore del gelato alla mandorla, pistacchio e nocciola con cui avevo pranzato e la sequenza casuale di canzoni propostami dal mio lettore mp3.
Quella mattina avevo scritto via e-mail a quello che da questa settimana avrebbe dovuto essere nuovamente il mio capo, per avere notizie sul mio contratto; mentre uscivo dalla gelateria mi aveva chiamata per spiegarmi che, come mi aveva anticipato via sms, la persona che avrei dovuto sostituire per un periodo di malattia di sei mesi si era inaspettatamente ripresentata al lavoro il giorno prima.

Una settimana fa ho ricevuto un colpo che non avrei mai pensato potesse essere così forte. E' strano, si trattava in fondo solo di un lavoro, e per di più a tempo determinato. Tuttavia quell'sms mi aveva portata sull'orlo delle lacrime e c'era voluta tutta la mia forza di volontà per mantenere il mio abituale tono leggero durante la successiva telefonata. A distanza di una settimana, e con un nuovo lavoro, non mi sono ancora del tutto ripresa.

I motivi sono tanti. Anzitutto, sul momento c'era la sorpresa, il fatto di venire a sapere il giovedì che dal lunedì successivo sarei stata nuovamente disoccupata. In secondo luogo c'era il fatto che, confidando di firmare a breve un contratto della durata di alcuni mesi, avevo rifiutato alcune offerte di lavoro, due delle quali interessanti dal punto di vista pratico. In terzo luogo, ero delusa; se non fosse stato per la mia email, chissà quando l'avrei saputo, e una scorrettezza del genere da parte di una persona di cui ho stima mi disturba anche di più. Infine, e credo si tratti del motivo per cui ancora non riesco a farmela passare, ho paura che il mio curriculum mi attiri tante proposte di lavoro come receptionist, ma niente di più stimolante.

Attendo speranzosa che si faccia viva un'azienda disposta a investire sulla formazione di una quasi trentenne con grandi potenzialità, e nel frattempo cerco di digerire la delusione che no, non è ancora passata.

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3 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. stellaerratica
    Mar 04, 2011 @ 09:18:00

    non si fa così con le persone.

    umpf. spero che arrivi presto qualcosa di stimolante, te lo meriti.

    Rispondi

  2. Chit
    Mar 05, 2011 @ 13:34:00

    Te lo auguro, purtroppo il tempo che passiamo al lavoro è decisamente più di quello che spesso riusciamo a passare con ins. cari e anch'io credo che sarebbe cosa buona e giusta ognuno di noi avesse la possibilità di farne uno che lo gratifichi. Purtroppo così spesso non è e non rimane altro che fare un sospiro lungo e… ripartire in attesa di giorni migliori. Che arriveranno, prima o poi arriveranno, personalmente ho 43 anni e aspetto fiducioso anche se qualcuno mi ricorda spesso che chi vive sperando spesso muore… ma questo spero sempre succeda al altri 😀

    Rispondi

  3. elipiccottero
    Mar 07, 2011 @ 09:15:00

    @stella: che ci vuoi fare, non è davvero colpa di nessuno…
    @Chit: in realtà se mi proponessero di fare la receptionist nel raggio di 10 km da casa ci starei anche tutta la vita, ma se mi devo smazzare 70 km ogni giorno, tra andata e ritorno…

    Rispondi

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