Dopo anni

Pianura padana sotto una cappa d’afa. Cielo bianco, osservato da centinaia di migliaia di occhi che implorano pioggia. Cicale e sudore, e un venerdì da incubo che fa rimandare la partenza al lunedì.

La città più calda d’Italia, o forse la seconda. Si sta bene. Passeggiate lungo il fiume, incontri con amici del papà, una gita in montagna. Voglio più montagna, sassi, alberi, salite.
Compleanno al ristorante. Pensiero gentile, che però mi fa star male. Sono vestita malissimo, programmaticamente. Mi sento grassa e sfatta.

Breve tappa nuovamente a casa, dove un piccolo invasore sembra essersi ormai installato. I gatti legittimi non paiono contenti, ma tollerano. Partenza talmente intelligente che troviamo il vuoto in autostrada. La valle del Taro e la Lunigiana mi fanno sospirare e sognare. Qualche screzio iniziale, e poi mare. Mare e languore. Sabbia ovunque. Bagni a tre.

Partenza perfetta, ma il cuore non parte. Si ferma al di là dell’Appennino. Si ferma dove la mia bimba è nata. Si ferma dove il mondo sale e scende, e in fondo il mare.

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1 Commento (+aggiungi il tuo?)

  1. dalle8alle5
    Lug 28, 2010 @ 08:04:00

    Niente partenza, intelligente o meno, per me.Però con quei due temporali che ha fatto si sta davvero bene.

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