Trasloco, finalmente

Dovrei essere impegnata a fare pacchi, ma eccomi qui a scrivere. Forse è solo la digestione, o forse a stanchezza. In fondo, è un mese che impacchetto roba, anche se sembra che non ci sia mai una fine… e oggi, ultimo giorno utile, non ce la faccio più.

Ci son cose che mi mancheranno: innanzi tutto, il fatto di essere a casa mia, e non a casa d’altri. Anche se si tratterà della casa di mia madre, chi ha vissuto da solo, veramente da solo, può capirmi. Niente più sveglie condizionate solo dai miei impegni e dalle mie voglie, niente più pasti a orari variabili, a seconda della fame, niente più possibilità di decidere cosa, come, quando, anche per le cose più piccole.
Non mi mancherà la costante sensazione di acqua alla gola. Sento alla radio che si parla di stipendi da 1000 euro al mese come di stipendi inaccettabili…chissà quelle stesse persone cosa direbbero del mio, di stipendio, che non è mai arrivato nemmeno a 800? E nonostante questo, ho qualche risparmio da parte, perchè rinuncio a tutto, pur di non essere costretta a chiedere prestiti, in caso di emergenza. L’ho fatto, ed è stato umiliante. Perchè molti si dicono disponibili, ma spesso amano anche far pesare il loro aiuto, senza nemmeno rendersi conto di farlo.

Un esempio lampante, in questo senso, è mio padre. Lui verrà domani ad aiutarmi col trasloco, noleggia il furgone per farlo, e guiderà per più di 1000 Km in due giorni; ma mi sta facendo sputare sangue da settimane, incapace com’è di vedere le cose come esse sono, e non come se le è auto-rappresentate (un esempio: sono due anni che non entra in casa mia, ma è certo di sapere con esattezza quante cose ci sono da portar via), e di cogliere che la sua visione del mondo, caratterizzata da certezze assolute che nulla può scuotere, non tiene alcun conto nè di me, nè delle mie esigenze, nè degli altri. Ci saranno le solite discussioni, i suoi soliti atteggiamenti, e già ora, pensandoci, mi sento scoraggiata.

Mio padre è malato. Quando dico che avere a che fare con lui è impossibile, tutti attorno cominciano a tentare di dimostrarmi che i loro padri, mariti, fratelli sono altrettanto difficili. Ne sono piuttosto stufa, visto che per lo più mi fanno un elenco di peculiarità o di idiosincrasie che, pur essendo fastidiose, non impediscono di vivere con costoro. Mio padre, invece, è matto, proprio matto, materiale da psichiatra. E come molte persone che hanno disturbi seri, sostiene di stare benissimo e di non aver bisogno di aiuto. E come molte persone che hanno problemi seri, rende impossibile la vita di chi gli sta attorno. Ha reso inevitabile la separazione da mia madre; ha quasi trascinato con sè prima me, poi mio fratello.

Domani sarà una giornata pesante, perchè all’oggettiva fatica dovuta a un trasloco a lungo raggio si aggiungeranno le solite lotte subdole che mio padre rende inevitabili.
Spero che lunedì, contrariamente alle previsioni, ci sia il sole. Devo cominciare qualcosa di nuovo, che m’incuriosisce e mi spaventa… che ci sia almeno il sole!

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2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Chit
    Mar 28, 2009 @ 11:26:00

    Non posso che farti il mio sincero in bocca al lupo ed esortarti a tener duro. Arriveranno momenti migliori,le persone buone di cuore e di sentimenti come te se le meritano e li vivranno!?
    Un abbraccio

    Rispondi

  2. Chit
    Giu 03, 2009 @ 13:26:00

    Passo a lasciarti un pensiero, un saluto ed un abbraccio 😉
    Claudio

    Rispondi

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