Piccolo sfogo lavorativo

Abbiamo già appurato che lavoro in un call center. E nemmeno di quelli grandi e fighi, ma in uno piccolo e sempre in odore di chiusura imminente, sebbene abbiamo un cliente di una certa importanza (ma si sa, uno non basta). La necessità di mangiare tocca tutti, anche chi, come me, è palesemente troppo qualificato per quel lavoro, perciò ci si adatta. Quotidianamente mi sento consigliare di fare solo lo stretto indispensabile, dal momento che non sono pagata abbastanza per metterci del mio.
Purtroppo fatico a imparare, e continuo a dare il meglio di me stessa. Mi si rivoltano proprio le viscere, se provo a fare il minimo indispensabile. Prendiamo ad esempio un episodio successo oggi…

Una collega riceve una chiamata relativa a un fondo pensione, da un altoatesino che le dice che ha bisogno di aiuto col sito del fondo, ma lui non parla italiano, solo tedesco e inglese (queste cose, infatti, le dice in inglese). I supervisori si rivolgono a me, che l’inglese lo mastico e su quel servizio sono la più competente, e mi chiedono: "Sei in grado di aiutarlo? Così ci facciamo dare il numero e lo richiami più tardi…"
La risposta è stata no, per due motivi: innanzi tutto, se sei altoatesino sei italiano, e nel caso specifico vivi e lavori in Italia, perciò fai la cortesia di parlare italiano, o di andartene all’estero; in secondo luogo, io sono pagata (poco) per fornire informazioni e assistenza in italiano, non in altre lingue. Ho detto loro di scrivere alla direzione del fondo, e che fossero loro a richiamarlo.
Dopo due o tre ore, il tizio richiama, e la chiamata la prendo io. Mi dice (sempre in inglese) che ha chiamato stamattina, che dovevano richiamarlo ma non ha sentito nessuno. Gli dico che lo so, e di avere pazienza, perchè lo devono chiamare dalla direzione, e che io non sono in grado di aiutarlo.

Troppe parole. Ha capito subito che sapevo l’inglese più che a sufficienza, e mi è toccato spiegargli come modificare le impostazioni di Internet Explorer in modo da evitare il ripetersi di un certo errore, e guidarlo all’accesso alla sezione riservata del sito (traducendo estemporaneamente i vari comandi, ovviamente). Ho constatato peraltro che la mia collega della mattina non aveva capito nè chi fosse costui, nè che tipo di problema avesse, ma il punto non è questo.

Il punto è: chi viene per cortesia a picchiarmi, e forte, per la mia stupida voglia di far bene le cose, anche quando non ho nessuna voglia di farlo e non ne ricaverò alcun beneficio?

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