Lamentele

Mi è stato fatto notare, da persone che mi sono vicine, che io non mi lamento. Punti di vista, a me pare di farlo, ma è vero che cerco di limitarmi. Perchè non amo chi si lamenta, chi vede la propria vita come la summa di tutte le disgrazie, e se ne lagna con chiunque capiti a tiro, magari non accorgendosi che la persona su cui riversa questo fiume di lamentele è messa molto peggio, ma tace stoicamente.
Mi è stato fatto altresì notare, però, che a volte lamentarsi è utile, perchè chi ci sta intorno non sempre può accorgersi di tutto, specie quando si tratta di persone che, come me, nascondono molte cose per pudore e orgoglio.
Perciò credo che mi lamenterò, per una volta, cercando di essere chiara.

Faccio un lavoro alienante, di nessuna soddisfazione e sottopagato; qualcuno ha osservato che la mia retribuzione non è tanto male, per un part-time. Solo che io non ho chiesto un part-time, me lo sono visto affibbiare mio malgrado; e siccome sopravvivere a stento è meglio che morire di fame, ho anche accettato.
Sopravvivere a stento, sì: non concedermi nulla che non sia strettamente necessario, o almeno molto utile. Perchè se capita un’emergenza, devo aver messo da parte due soldi per poterla affrontare, e di emergenze ne capitano ogni volta che guardo il mio estratto conto e dico: "Se continuo così, il mese prossimo mi posso concedere qualcosa di più…"
Vivo da sola. Non sola nel senso che non sto più coi miei genitori, ma proprio sola. Non ho coinquilini che mi possano aprire se dimentico le chiavi, o con cui accordarmi su chi deve essere in casa quando verranno a leggere i contatori o a riparare la caldaia, o a cui dire "Ho dimenticato di comprare il sale, lo prendi tu quando rientri?". Quando dico sola, intendo proprio sola.
Da almeno un mese, le mie articolazioni mi fanno vedere le stelle. Non parlo del solito ginocchio, che ogni volta che piove o tira vento mi segnala premurosamente il cambiamento meteorologico con due giorni di anticipo… parlo delle spalle, del collo, di tutta la spina dorsale, delle braccia, del bacino che spesso mi impedisce anche di stare seduta per più di mezz’ora. Dolori accecanti… letteralmente. Perchè non riesco nemmeno a vedere ciò che mi accade attorno.
Infine, mi sono ammalata di nuovo, e giustamente mia madre mi ha chiesto: "Come mai quest’anno ti ammali tanto?" Perchè sono stanca, mamma, perchè i miei colleghi a Natale se ne vanno in ferie, nonostante l’azienda avesse affermato che non sarebbero state concesse, mentre io me ne sono rimasta al lavoro nel periodo peggiore dell’anno; sono stanca perchè per cercare un lavoro migliore ho fatto i salti mortali, cose folli tipo andare e tornare in giornata da Firenze, e per mantenere rapporti con le persone cui voglio bene mi sono sobbarcata altri viaggi massacranti…
Sono stanca perchè la volontà è forte, fortissima, ma il fisico, lo sai bene mamma, non ce l’ha mai fatta a starle dietro.

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