Raptus

Forse è presto per andare a dormire, ma la febbre mi stende. Pigiama adorato, calzettoni, un cumulo di coperte. Spengo la luce e mi sistemo, mi creo la mia nicchia. Solo il naso spunta fuori, e la trapunta forma due ali ai lati del viso.

Come ogni sera, appena spengo la luce un gatto pesante si acciambella in mezzo ai miei piedi, bloccandomi una caviglia. Stasera, bontà sua, le blocca entrambe.
Come ogni sera, appena spengo la luce un gatto che più che miagolare cigola risale dai piedi del letto verso la mia faccia, gioca col lenzuolo usando le unghie (come fanno i gattini sulla pancia della madre che li allatta), fa le fusa, e infine si acciambella all’altezza della mia spalla.
Come ogni sera, tiro fuori una mano da sotto le coperte e comincio a carezzarla, a grattarle la testolina, che lei gira per offrire alle carezze i punti più sensibili.

Mentre la carezzo sento il desiderio di afferrare la sua testa, che poggia su un collo tanto esile che riesco a circondarlo senza sforzo, e girare di scatto, spezzandole le ossa sottili. Il desiderio dura qualche minuto, mentre lei continua a fare le fusa fiduciosa e io continuo a carezzarla.

Reinfilo la mano sotto le coperte e auguro la buona notte ai miei gatti, sperando che il sonno arrivi presto.

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1 Commento (+aggiungi il tuo?)

  1. Florence
    Dic 24, 2011 @ 09:17:18

    Nice blog, keep it going!

    Rispondi

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