Gola

E’ quasi ora di cena. La cena, ve lo assicuro, sarà buona. Eppure immagino banchetti sontuosi e irrealizzabili…

Carne che gronda sangue e profuma di brace. Patate arrosto. Cous-cous con verdure. Risotto alla trevisana. Pizza. Coniglio con la polenta. La pasta alle verdure e yogurt di mia madre. Crostata di more. Affogato al caffè. Fritto misto di pesce.
Potrei passare ore a elencare cibi che mi piacciono. Sono golosa, ed ecco che compare un altro peccato capitale…

Mangio per fame. Mangio per godimento. Mangio perchè sono nervosa, o perchè mi sento brutta e sola. Mangio felice. Mangio odiandomi per ogni boccone che attraversa le mie labbra. Mangio con la consapevolezza che il cibo non è un diritto, ma una fortuna, a volte una conquista. Per me, in un certo senso, lo è stato. E come tutti coloro che hanno avuto troppo poco di qualcosa, e poi all’improvviso ne hanno più che a sufficienza, fatico ad avere con esso un rapporto equilibrato…

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