Let’s talk about love…

Sono giovane, graziosa, ho un contratto a tempo indeterminato (evitiamo commenti su questo, abbiamo già dato), una laurea conseguita con ottima votazione… cosa manca nella mia vita? Ma l’amore, perbacco!
D’accordo, non sono impazzita. Stavo solo riflettendo sui luoghi comuni. I quali vorrebbero una ragazza come me impegnata con un bravo ragazzo, di cui è follemente innamorata, e che la sposerà a breve e con cui farà tanti tanti bambini…
Sto un po’ esagerando, forse, ma ricordo quando a ventuno/ventidue anni passavo qualche giorno a casa dall’università, e i conoscenti mi chiedevano: ma allora, non ti sposi? In sè sarebbe una domanda legittima, se non fosse che a mio fratello, poco più giovane, chiedevano: e allora, che lavoro vuoi fare nella vita?
Questa palese ingiustizia mi ha definitivamente allontanata da un certo modo di pensare, secondo il quale il principale interesse delle donne dovrebbe essere l’amore, e il loro fine nella vita sposarsi. Meglio un buon libro, grazie.

Eccomi che come al solito faccio la dura… ma non sono un mostro senza cuore (non del tutto, per lo meno). Non desidero passare tutta la vita da sola, e sento il desiderio di avere figli. Posto, naturalmente, che mi riesca di dare loro una vita serena, e un padre decente (un padre biologico non è una premessa sufficiente).
Tuttavia, di certo non passo le mie giornate a cercare un uomo purchessia. Ho degli amici con cui uscire, e alcuni di questi sono anche così gentili da soddisfare determinate mie esigenze, quando proprio diventano impellenti. Non scandalizzatevi. So di avere un rapporto molto particolare, e forse non sano, col sesso, ma ne parlerò in un altro momento. Ho interessi variegati, mutevoli, legati alla mia continua curiosità. Forse, con un po’ di egoismo, penso solo a me stessa, ma la mia coscienza non mi compensa con grossi sensi di colpa, per il momento…

Questa premessa da donna-in-carriera-che-non-pensa-ai-sentimenti (sai che carriera….) non significa che non abbia mai preso una sbandata, o addirittura perso totalmente la testa per qualcuno. Ci sono state due storie di una certa importanza, e di durata rilevante, nella mia vita. Una delle due, sebbene non potessi dire di essere innamorata, è anche sfociata in una convivenza, durata poco più di un anno. L’altra, nonostante gli alti e bassi, mi ha vista veramente innamorata, pronta a rinunciare a molte cose che avrei ritenuto irrinunciabili. Fra l’una e l’altra, e anche dopo, ho frequentato altre persone, per alcune delle quali ho provato sentimenti anche molto forti. Ma in fin dei conti, per utilizzare un odiosissimo luogo comune, è davvero meglio essere soli, che male accompagnati.

L’amore. Non pretendo di sapere cosa sia, nè tantomeno di dare consigli. Insomma, siamo onesti, la mia vita sentimentale non è certo un esempio di serenità e di scelte felici. Ma qualche riflessione l’ho fatta…

Quando mi innamoro, perdo la testa. Sento gli uccellini cantare, il mondo sembra fatto di luminarie natalizie, il mio corpo perde tutto il suo peso, e comincio a dire cose così sdolcinate che mi stupisco che chi mi sta a sentire non abbia alterazioni nella glicemia. Magari sono in grado di vedere i difetti della persona che mi provoca questo scompenso, ma riesco allegramente a sorvolare. Mi sento invincibile, pronta ad affrontare tutto e tutti. E, cosa ancora più importante: mi butto anima e corpo, perfettamente cosciente che potrebbe andare male, che potrei soffrire, che l’altra persona potrebbe ferirmi. Non mi importa. Preferisco rischiare di passare una settimana a piangere sul mio amore ferito, che trascorrere poi mesi, anni, a chiedermi come sarebbe stato se avessi avuto un po’ più di coraggio.

Non tutti sono così. Molti hanno paura, e temono una delusione molto più di quanto desiderino la gioia di un amore ricambiato. Altri non si amano abbastanza da credere che gli altri possano amarli (ragazzi, ma se riesco a convincermene io, col mio caratteraccio, come fate voi a non crederci?). Molti cercano di razionalizzare, e si bloccano, impedendosi di provare qualsiasi cosa che non sia in linea con l’idea di sè che si sono costruiti. Purtroppo per me, molti dei miei partners (o auspicati tali) rientravano in una di queste categorie, e la mia totale dissennatezza li ha terrorizzati.

Esistono poi altre categorie di persone, che intralciano il cammino di noi povere fanciulle in cerca di amore. Ci sono gli eterni bambini, ovvero ragazzi – o uomini – che non vogliono prendere responsabilità di nessun tipo; va bene, non penso di sposarmi qualunque persona con cui mi capiti di uscire, ma questi bambinoni tendono a scaricare su di me anche la responsabilità dei loro sentimenti, e le loro debolezze, contando sul fatto che ho un carattere forte. Dopodichè, se appena oso mostrare una debolezza, un minimo di fragilità (non sono una roccia!), rigirano la frittata, e cominciano a trattarmi come una ragazzina indifesa e piagnucolante, totalmente dipendente da loro maschi grandi e possenti… Altra categoria irritante è quella degli egocentrici, cui non importa assolutamente nulla dei sentimenti altrui, fintanto che questi sentimenti non sono utili per far brillare il loro ego, già di per sè eccessivamente sviluppato. Questi sono forse i peggiori, perchè utilizzano tecniche raffinate per tenere sempre tesa la corda, in modo da avviluppare la preda in una ragnatela dalla quale è difficile liberarsi. Si tratta di persone per difendersi dalle quali la sola intelligenza non basta, perchè sanno illuderti che anche se ti trascurano, tu sei importante per loro. Il peggior sgarbo che si possa fare a un egocentrico è dimenticarlo. Si sentirà mancare il terreno sotto i piedi, e sarà costretto a compiere mosse così goffe, da scoprire il suo gioco.

Ho parlato delle mie esperienze, naturalmente, ma molte sono generalizzabili. So che alcune di queste cose sono accadute a persone a me vicine, oltre che a me. Se leggeranno, e se vorranno commentare, potranno solo arricchire questo lungo ma sostanzialmente povero sproloquio. Solo una conclusione, ancora, da parte mia.

Sicuramente mi innamorerò ancora. Forse troverò una persona con cui passare una ragionevole parte della mia vita futura, forse no. Certo vorrei che fosse una persona alla mia altezza (e qui, lo so, partiranno le battute sulla mia statura…). Intellettualmente, certo. Ma soprattutto in grado di darsi anima e corpo, senza barricarsi dietro paure paralizzanti o fossilizzarsi in una razionalità portata al limite.  

 

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4 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. utente anonimo
    Set 02, 2008 @ 18:48:00

    Hélo: certo che non risparmi gli uomini (gli uomi, come dicevo oggi, da intendere per mezzi uomini). E vero che c’è tanta gente inutile in giro, per farti perdere il tuo tempo nel tuo cammino verso l’amore (dio… che espressione pseudo poetica!), però ricordati sempre che ne basta solo una, solo una per farti felice, dove sta ora non lo so, ma esiste (perdonami, ma sono romantica ed idealista). l’amore non sostituisce la carriera, ti potrebbe dare anche la spinta giusta. Concordo: mal accompagnati è peggio che soli, ma con la persona giusta diventa tutto più facile. Mi auguro che saprai cacciare gli egocentrici e opportunisti fuori dalla tua vita, quelli li è chiaro che non sono alla tua altezza!

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  2. stellaerratica
    Set 04, 2008 @ 13:55:00

    sono colpita dall’ottima descrizione degli UOMI (ottima definizione, Hélo), e soprattutto di quelli egocentrici. mi colpisce in pieno e sottoscrivo.

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  3. Chit
    Set 07, 2008 @ 10:52:00

    Difficile parlare in “assoluto” o generalizzare quando si parla d’amore e di sentimenti. Se posso solo dirti la mia bè, più che dell’altezza (intellettuale intendo) mi preoccuperei della purezza d’animo e di sentimenti. Poco importa se poi la persona non ha finito manco l’asilo!

    Buona domenica 😉

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  4. elipiccottero
    Set 08, 2008 @ 10:04:00

    Di “uomi” purtroppo è pieno il mondo… E davvero la statura intellettuale non è determinata dal grado di istruzione, ma da altre caratteristiche morali.

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